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come ieri, bene appilate, maglie e camicie.

A memoria dei proprietari (la famiglia
Bloch è giunta alla quarta generazione),
scaffali e banchi sono stati soltanto ripuliti, non cambiati, mentre è relativamente nuova la copertura a vetri dei banchi di vendita.

Ha sempre fatto parte, del resto, della
politica commerciale dei proprietari
adeguarsi ai tempi senza scosse né traumi; il che ha permesso al nome del negozio di entrare a far parte della memoria collettiva delle famiglie romane, dove viene ancora associato con qualcosa di rassicurantemente nordico: tedesco o elvetico.

Al transfert hanno sicuramente contribuito il nome e la personalità di Giorgio Bloch, che ha diretto il negozio prima e dopo l’ultima guerra.

Uomo colto, oltre che commerciante,
amico di artisti, musicisti, autori di teatro, con i quali s’incontrava nel suo ufficetto, due metri per due, in fondo al negozio di via del Corso.
  for boxes from where, today like yesterday, shirts and vests emerge
well piled up.

For what the owners can remember (Bloch family reached the fourth generation by now) shelves and counters were just polished, not replaced, while counters’ glass covering is rather new.

Besides, the commercial policy of the owners was always that of keeping up with the times without shocks or traumas; this allowed the name of the shop to enter Roman’s families collective memory, where it is still associated with a reassuring Nordic feeling: German or Helvetian.

The name and personality of Giorgio Bloch, who directed the shop before and after the war, surely contributed to the transfer.

He was a cultured man, beside being
a tradesman; he was friend with artists,
musicians, playwriters, with whom he met in his tiny office at the back of Via del Corso shop.